Tutto il partito è stato chiamato per decidere la strategia da assumere in vista della crisi politica e amministrativa che ha frantumato il Santangelo ter dopo l'uscita di scena del Partito Democratico per il voto all'Ato4 sul mutuo con la Depfa Bank. Forza Italia si è detta possibilista ad un dialogo. Ma con una serie di condizioni. «Per prima cosa -spiega Principi- il sindaco deve azzerare le deleghe e aprire un dialogo. Il tavolo deve, comunque, essere allargato o interessare le segreterie provinciali. Solo così si può pensare ad un governo tecnico e porre le basi per le future elezioni amministrative».
Per il momento niente fughe in avanti. «Fino a che non ci saranno queste condizioni -continua Principi- Forza Italia, i suoi consiglieri e i suoi uomini non accetteranno alcun incarico da Calogero Santangelo». Categorico ma possibilista, il ni di Forza Italia è dovuto al primo ribaltone di Santangelo.
Quando il sindaco poco dopo le elezioni, buttò fuori dal governo sia An sia Forza Italia che avevano sostenuto la sua campagna elettorale. Nel corso del direttivo si è parlato anche delle candidature per le imminenti elezioni provinciali.
«Abbiamo concordato -riprende il segretario locale- che i candidati saranno scelti tra i militanti interni al partito.
Quelli che finora sono stati i più fedeli e che hanno maggiormente sofferto dell'attuale situazione politica cittadina». Forza Italia ha così formalmente invitato Santangelo, che tornerà dalle ferie l'8 gennaio, ad azzerare le deleghe e ad avviare le consultazioni che permetteranno di ricucire i rapporti strappati due anni fa tra Udc e Pdl. Sulla stessa posizione di Forza Italia, il gruppo dei popolari liberali verso il Pdl che fa riferimento a Roberto Boi e dove militano tre consiglieri tra i quali il presidente del Consiglio Pio Nicolò, anche lui colpito dal ribaltone politico che ha portato al governo il Pd e fuoriuscito dall'Udc. «Siamo disponibili ad un dialogo -ci dice Boi- purché il sindaco si dimetta e dichiari la crisi politica. Ci sono venti giorni di tempo, se si trova l'accordo si va avanti se non si trova l'accordo si torna a nuove elezioni». Posizioni più miti vengono anche da An che, comunque, non risparmia critiche alle posizioni del Pd. «Su Acqualatina -spiega il capogruppo di An Giovanni Raffa- il Pd sbaglia obiettivo. Anche noi siamo favorevoli alla gestione pubblica dell'acqua. Purtroppo la legge che ha dato la possibilità di inserire il privato nella gestione, è stata varata da un governo di centrosinistra. Il Pdl è unito a differenza di quello che si vede nel Partito Democratico.
Stiamo valutando tutte le possibilità per il futuro governo della città». An piega, quindi, le rigide posizioni iniziali almeno in vista di un'alleanza per le prossime elezioni amministrative.
Ric.Tof.
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06/01/2009