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Latina

Abusi edilizi, indaga il Tar

In silenzio ed in modo lento, ma costante. Il Tar di Latina si segnala negli ultimi mesi per l'intensa attività di indagine sui ricorsi in materia edilizia, che rappresentano il 50% dei contenziosi amministrativi. Il nuovo presidente della sezione pontina, Francesco Corsaro, coadiuvato dal suo pool di magistrati, ha inviato numerose richieste di spiegazioni alle amministrazioni comunali, relativamente a pratiche decise nel settore urbanistico.

Il nuovo presidente della sezione pontina, Francesco Corsaro, coadiuvato dal suo pool di magistrati, ha inviato numerose richieste di spiegazioni alle amministrazioni comunali, relativamente a pratiche decise nel settore urbanistico. Molte di esse riguardano condoni e demolizioni. I numeri sono inquivocabili. Nel 2007 erano state emesse appena 53 ordinanze presidenziali, lo strumento tecnico indicato per la richiesta di informazioni rivolte ai Comuni. Nel 2008 invece, si assiste ad una vera e propria impennata di ordinanze collegiali (che si differenziano dalle precedenti solo per il contributo degli altri magistrati nelle decisioni del presidente), ben 137 quelle emesse dal Tar. Di queste, oltre cento riguardano esplicitamente il settore dell'abusivismo edilizio. I Comuni oggetto di questa vasta operazione d'indagine (che nella giustizia amministrativa prendono il nome di istruttorie) sono in particolare: Latina, Fondi, Minturno, San Felice Circeo, Sabaudia, Terracina, Sperlonga, Formia e Gaeta. Si tratta di amministrazioni locali tutte pontine (nonostante il Tar di Latina abbia competenza anche su Frosinone e Provincia), peraltro unite da un altro denominatore comune: l'estensione sulla costa. Il giudice Corsaro d'altronde, aveva fatto intendere nella relazione introduttiva dell'anno giudiziario 2008, di voler approfondire il tema dell'eccessivo numero di contenziosi sull'edilizia. «Il dato numerico da un lato può essere letto come significativo indice della qualità dell'amministrazione -si legge nella relazione del giudice Corsaro- non di rado, infatti, le censure prospettate mettono in evidenza uno svolgimento patologico dell'azione della pubblica amministrazione, specie nei piccoli comuni, dovuta alla mancanza di personale qualificato. Dall'altro può essere rivelatore o di un alto tasso di abusivismo edilizio. Sicchè è facile ipotizzare che i ricorsi siano proposti per evitare l'acquiescenza ai provvedimenti sanzionatori nella prospettiva di un nuovo condono o della litigiosità degli amministrati». Facile pensare che presto il giudice Corsaro renderà noti i nuovi dati sulle indagini. Nel frattempo si può tranquillamente constatare che lo strumento delle ordinanze istruttorie, che aveva ricevuto un forte impulso anche sotto la gestione Bianchi, è stato addirittura potenziato dal suo successore.
 

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Marco Battistini

05/01/2009










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