«Sono stata da lei tutto il giorno, perché qui siamo tutti sconvolti e in pensiero per le condizioni di salute degli altri bambini - ha raccontato la cognata di Carlo, Anna Patrizi - io ieri (l'altro ieri ndr) ero a casa quando è successo l'incidente. Ho ricevuto la telefonata di mia cognata Donatella, che aveva saputo di quello che era accaduto e mi aveva chiesto di occuparmi del figlio Gianmarco, che quel pomeriggio aveva deciso di rimanere a casa a giocare al computer e di non andare con gli altri al circo. Siamo veramente sconvolti. È una tragedia».
Il giorno di Capodanno la famiglia Cavazzina, insieme ai parenti e all'amica Simona Cerasoli, aveva deciso di festeggiare in via Vespucci (coincidenza inquietante: il nome della via dell'incidente e quello dove abita la famiglia di Cisterna è lo stesso) in tranquillità. Oltre ai parenti, che vivono tutti nella palazzina di tre piani situata nella traversina di via Aprilia, era stata invitata anche Simona, insieme ai tre figli. I due si conoscevano proprio perché il bar dei Cavazzina-Patrizi si trova in piazza Salvo D'Acquisto, la zona dove per sette anni Simona ha vissuto. Dopo il pranzo di Capodanno, quindi, il gruppetto di amici aveva deciso di partire per Latina dove li aspettava il circo. In nove si sono messi in macchina, nella Fiat Multipla, e sono giunti fino a via Vespucci dove invece è avvenuta la tragedia.
raf.pat.
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03/01/2009