Processata per direttissima, ieri mattina, presso il tribunale di Latina, è stata assolta perché il fatto non sussiste. La giovane, difesa dall'avvocato Giovanni Stefanelli, ha dichiarato, davanti al giudice Paola Di Nicola, che non poteva tornare in Nigeria, perché non aveva abbastanza denaro per il viaggio, ma anche perché, dopo la morte dei suoi genitori e della zia, con la quale viveva, i cugini l'avevano accusata di praticare la magia nera o comunque di portare sfortuna e l'avevano cacciata, minacciandola di morte se fosse tornata. L'avvocato Stefanelli ha chiesto l'assoluzione proprio insistendo su questi due motivi: le condizioni economiche della giovane e il motivo umanitario, la ragazza sarebbe stata in pericolo di vita nel suo paese di origine. Il giudice si è riservato sulle motivazioni. Un lieto fine per la giovane donna che è ospite in casa di amici e che si mantiene facendo le treccine a tante ragazze della zona. Dopo tante sofferenze potrà ricominciare a vivere tranquilla. Secondo la Cassazione, infatti, si può essere arrestati con l'accusa di inottemperanza all'ordine di espulsione soltanto una volta.
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31/12/2008