«Ultimamente sono stati diffusi numeri e parametri che non rispecchiano la situazione degli abusi edilizi nel territorio comunale; anzi spesso contribuiscono ad ingenerare dubbi e sospetti, tacciando per illegale un intero territorio ed una intera comunità composta sia dai residenti che da proprietari di seconde case», spiega il comunicato ricordando che delle circa seimila domande di condono edilizio risalenti alle sanatorie del 1985, del 1994 e del 2003, soltanto 600 ricadono nel comprensorio naturalistico del Parco Nazionale, ovvero nelle zone di Quarto Caldo e Quarto Freddo mentre tutte le altre ricadono nelle zone edificabili del Piano Regolatore Generale ed in zone agricole esterne al Parco. Le ordinanze riguardano perlopiù abusi minori quali tettoie, portici, muri di recinzione mentre soltanto in minima parte sono relative ad immobili interamente abusivi.
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28/12/2008