In un documento congiunto, la maggioranza consiliare ha ricordato gli ostacoli posti da presidente della Regione alla realizzazione delle infrastrutture. «Nel Dicembre del 2005 -si legge nel testo del documento- con un colpo di spugna Marrazzo ha deciso di cancellare il Corridoio tirrenico stravolgendo una volontà espressa anche attraverso l'intenso cammino compiuto dalle varie componenti di questa comunità che sul tema si sono a lungo confrontate». Il centro-destra critica il metodo adottato dal governatore nell'affrontare la questione delle infrastrutture. «Marrazzo ha cambiato nome al progetto -si legge nel documento- chiamandolo dapprima Superpontina e poi "Autostrada Roma-Latina", provocando di fatto dei ritardi notevolissimi per l'utilizzazione delle somme messe a disposizione dal Cipe e provocando altresì l'azione da parte del Ministero delle Infrastrutture nei confronti della Regione Lazio per la verifica di possibili "danni erariali" conseguenti ai ritardi accumulati». La maggioranza non ha risparmiato una «frecciatina» al vice-capogruppo del Pd in Regione, il primo ad esultare dopo il via libera del Cipe. «Ha poco da gioire dunque il consigliere Moscardelli -è sottolineato nella nota- per la conferma di uno stanziamento già assegnato nel 2004 e stanziato da questo governo, in merito ad un'opera che lo vide esprimere parere contrario in sede di consiglio comunale (deliberazione n. 50 del 7/05/2004) per l'approvazione del tracciato del Corridoio così come modificato dalla Regione Lazio su proposta del Comune di Latina. Tale proposta, è solo il caso di ricordare, è stata condivisa dai sindaci del territorio e dalle rappresentanze sociali, sindacali ed economiche all'unanimità».
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21/12/2008