Decisione che ha offerto una nuova opportunità ai Paesi membri di rafforzare le alleanze tra cittadine e cittadini, a prescindere dal colore della pelle, dal sesso e dalla religione, per riaffermare il legame fra cultura e sviluppo. «Con questa consapevolezza - ha spiegato la presidente - la Consulta, avvalendosi della capacità delle donne all'accoglienza, alla solidarietà e all'innovazione, intende essere protagonista del cambiamento con il dialogo tra italiane e straniere e nell'alleanza dei valori comuni, per vincere la paura della diversità e far crescere la cultura della dignità umana e la conquista dei diritti di cittadinanza per tutti».
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11/12/2008