«La situazione economico-finanziaria del nostro Comune, infatti - sottolinea - è ben lontana dal rassicurante pareggio delle cifre che appare sulla carta. Lo sanno bene anche i nostri amministratori, abituati invece a minimizzare e a sottovalutare la gravità della situazione, nonostante gli inviti a rispettare i limiti previsti dalla legge sul contenimento della spesa e a monitorare costantemente l'andamento dei conti da parte di organismi istituzionali e di controllo».
Se è vero che permane un'oggettiva situazione deficitaria in tutti i Comuni italiani, costretti tra la diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato e delle regioni e l'obbligo di garantire il mantenimento dei servizi essenziali ai cittadini, è altrettanto vero che ciò non può rappresentare una giustificazione per chi ha responsabilità di governo.
Al contrario - insiste il capogruppo Pd - occorrerebbe agire con maggiore senso di responsabilità, attraverso scelte oculate, tese al risparmio e alla salvaguardia degli interessi dell'intera collettività. Ciò, invece, secondo Picozza, non accade nel Comune di Priverno, dove «la situazione si è fatta allarmante». Infatti, «non risulta essere stato rispettato il Patto di Stabilità per problemi di liquidità di cassa; sono state richieste anticipazioni di cassa che sfiorano i 2 milioni di euro; si registrano difficoltà ad introitare tributi giacenti presso l'esattoria comunale; si investono risorse in consulenze e incarichi esterni senza utilizzare le professionalità presenti all'interno dell'Ente; non si conosce l'ammontare dei costi dovuti al Contenzioso, non si conosce la reale situazione debitoria dell'Ente».
Si conoscono benissimo invece - conclude il capogruppo Pd - «lo stato di precarietà in cui versano gli edifici scolastici; le attese ingiustificate dei dipendenti della Multiservizi nel percepire lo stipendio; il lievitare degli interessi relativi ai numerosi mutui assunti, che ammontano a 1.500.000 euro circa e i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti».
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03/12/2008