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Pietro Longo, archeologo ed esponente di An, propone l'idea di una scala mobile nella fortificazione

Ascensori, spunta il terzo progetto
Terracina Difficile conciliare l'opera con gli elementi storici e monumentali

Ercole Bersani
TERRACINA Terracina come Perugia. Le Scalette come la Rocca Paolina. «Perché non pensare ad una scala mobile all'interno dell'antica fortificazione?». Rispetto al dibattito in corso, ha del dirompente la proposta dell'archeologo Pietro Longo, che vuole porsi come valida alternativa al progetto della «Rampa Braschi» (prevede la realizzazione di un parcheggio interrato e di un parcheggio all'aperto per 70 posti-auto in corrispondenza del giardino pensile di via Posterla, oltre che l'installazione di due ascensori).


«Sono perplesso, se non contrario. Così come è stata proposta dall'amministrazione comunale, è un'idea irrealizzabile» ci tiene a dire Longo, che, per essere anche il coordinatore cittadino di AN, conosce bene il contrappeso che le sue parole possono avere nella maggioranza di centro destra al governo in città. Con quella da lui esposta siamo alla terza via. Corrispondono a questo numero le proposte registrate finora per risolvere il problema della mobilità in rapporto con il centro storico alto. L'amministrazione Nardi aveva bocciato l'idea di realizzare un ascensore, che, partendo dal retro dell'ufficio postale, arrivasse direttamente a piazza S. Domitilla. Avrebbe finito per «impattare»con le emergenze storiche.
«La questione non cambia, se pensiamo di realizzare due elevatori, di cui uno in corrispondenza delle mura. Tutta l'area è ad altissima criticità archeologica. Pensare di fare delle ricerche, significa andare ad impelagarsi con un ulteriore scavo archeologico. Non serve. Sarebbero delle energie spese male. E, poi, vale la pena rovinare lo sky line della zona per un parcheggio riservato a poche auto? Non va dimenticato, infine, che la base dell'ascensore delle Scalette dovrebbe finire all'interno di una stanza romana perfettamente conservata». Per l'archeologo c'è un vizio d'origine: si è partiti troppo velocemente, senza valutare la questione sotto tutti gli aspetti e senza guardare nemmeno la cartografia antica.
Per uscire dall'impasse, Longo chiede di ricercare altre possibili soluzioni, compatibili con il pezzo di storia della Rampa Braschi: un tapis roulant all'interno delle scalette, un servizio di bus navetta e un parcheggio nella zona delle autolinee.

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29/11/2008










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