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Il capogruppo regionale dell'Udc, Aldo Forte, interroga Marrazzo sulla situazione del Golfo

Ospedali del sud, basta «pezze»

Sergio Monforte
Il capogruppo alla Regione Lazio dell'Udc, Aldo Forte, ha presentato, ieri mattina, un'interrogazione urgente al presidente Piero Marrazzo, anche nella sua qualità di commissario straordinario alla sanità regionale, sulla precaria situazione dei presìdi ospedalieri del sud pontino e, in particolare, per quanto riguarda il caso emblematico di Minturno.


«È da molto tempo, ormai, esordisce Aldo Forte, che in provincia di Latina e soprattutto nell'area del presidio sud, ci battiamo per avere una sanità funzionale ed efficiente, ma l'attuale Giunta regionale continua a preferire interventi tampone e precari ad una soluzione definitiva, come testimonia, del resto, il fatto che nel piano di riqualificazione della rete ospedaliera regionale non vi sia traccia dell'ospedale del Golfo». Si parla tanto di debiti, di mancanza di fondi e della necessità di operare risparmi, aggiunge l'esponente dell'Udc, ma se le risorse economiche venissero utilizzate al meglio, senza inutili sprechi, certamente, si potrebbero garantire ai cittadini servizi più efficienti e dignitosi. Al contrario, sostiene Forte, di fronte alla profonda crisi economica che investe in pieno la sanità regionale, continuano a verificarsi sprechi e ritardi che cozzano assolutamente con quei principi di razionalizzazione e di maggiore efficienza che il presidente Marrazzo dice di voler portare avanti. Oltretutto, con la scusa dei tagli imposti, si stanno smantellando, di fatto, gli ospedali «Dono Svizzero» di Formia e «Monsignor Di Liegro» di Gaeta ed è poi emblematico quello che sta accadendo a Minturno. La struttura pubblica costruita per ospitare una residenza sanitaria assistenziale, afferma il consigliere Forte, è stata dapprima concessa in gestione ad una società privata, senza che questa avesse le necessarie autorizzazioni per operare, poi, è stata presa in affitto parte della struttura, dalla stessa società chiamata a gestirla, per ospitare alcuni reparti inagibili dell'ospedale. Quello che vorrei sapere, prosegue il capogruppo dell'Udc, è se, come sembra, la società privata che ha avuto in concessione la struttura, riceva o meno un canone dalla Asl di Latina; se così fosse, saremmo di fronte ad una situazione paradossale, in cui prima si concede una struttura in affitto a privati, per poi sub-affittarne una parte della stessa, con evidente sperpero di denaro pubblico. Senza considerare, infine, che all'immobile costruito per ospitare la Rsa., anche se completo ed operante, visto che ospita reparti nosocomiali, non sono state ancora concesse le prescritte autorizzazioni per svolgere la sua funzione originaria e cioè, di residenza sanitaria assistenziale».

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29/11/2008










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