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Il centrosinistra è in fermento. Segnali erano già apparsi, a livello regionale, ogni volta che il Governatore ha dovuto mediare tra l'ala moderata e quella massimalista, in particolar modo sui temi sociali e dell'ambiente (il che spesso fa rima con infrastrutture).
Dopo le elezioni politiche, però, la diatriba si è spostata all'interno stesso del Pd, fino ad arrivare alle aperte polemiche degli ultimi giorni sull'elezione di Morassut alla segreteria regionale, che rappresentano la cartina di tornasole di una complicata situazione a livello nazionale. «Cercherò di essere il segretario di tutti», ha detto Morassut. E in questa frase, a leggerla bene, c'è tutta la spiegazione del momento di difficoltà che - soprattutto nel Lazio - il Partito democratico sta vivendo. «Il segretario di tutti». Potrebbe sembrare una frase anche un po' banale, di quelle di routine, ovviamente scontate. Ma così non è.
L'uscita polemica di Orfini (dalemiano) e la richiesta di Claudio Mancini di «maggioranze qualificate» all'interno del partito, così come la piccata replica di Lucherini che ha parlato di «inutili polemiche» sull'elezione di Morassut, la dicono lunga sul clima che si respira. E Morassut non ha detto «sarò il segretario di tutti», bensì ha affermato «cercherò di essere...»; anche qui è evidente tutta la tensione del momento, in cui è in gioco lo stesso futuro del Pd. In questo scenario fluttuante Marrazzo deve far fronte alle aspre polemiche sui rifiuti e alle difficolta della sanità, pensando nel contempo alla nuova Regione che dovrà fare i conti con Roma Capitale. E il 2010 non è poi così lontano...
Angelo Perfetti
26/11/2008
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