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Meno di un anno fa era stato Fabrizio Cirilli a denunciare gli intrecci e le «scatole cinesi» dietro cui si annidano gli interessi legati al grand business dei rifiuti. Oggi sono gli uomini del Pd di Latina a dettagliare una mappa dalle mille ramificazioni: consiglio di amminsitrazioni e società partecipate che, a scalarli, portano sempre agli stessi nomi.
Nulla di iellecito, fino a prova contraria, a meno che qualcuno non sappia fatti nuovi che sarebbe giusto, allora, denunciare alla Procura. Quello che non va proprio giù è che quegli stessi personaggi, oltre a fare affari d'oro con la nostra «monnezza» si permettono anche di sbeffeggiare questo territorio ed i suoi cittadini, ad esempio rifiutando di riconoscere i danni causati da decenni di inquinamento e di finte bonifiche della discarica, e di condizionare ogni futura azione alla realizzazione di altro business che si chiami inceneritore o nuove discariche. E' con questo sistema che è facile trovarsi, allora, ad un passo dalla emergenza rifiuti stile Napoli e con un assessore regionale alla Di Carlo, che è un oltraggio alle istituzioni e un'incosciente sottovalutazione di un ruolo così delicato.
26/11/2008
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