È quanto dichiara il Garante Regionale dei diritti dei Detenuti Angiolo Marroni, commentando la notizia della morte, avvenuta venerdì scorso, di un detenuto di trentacinque anni nel carcere «Mammagialla» di Viterbo. Sulle cause del decesso di Emiliano L., questo il nome del detenuto, la Procura avrebbe aperto un fascicolocontro ignoti. Secondo l'Ufficio del Garante dei detenuti Emiliano è il diciassettesimo morto accertato (sedici detenuti e un agente di polizia penitenziaria) nelle carceri del Lazio dall'inizio del 2008 contro gli undici del 2007 e i dieci del 2006.
Quelli deceduti quest'anno sono tutti uomini: sei sono stati i suicidi (compreso l'agente di polizia penitenziaria), quattro i decessi per malattia, sette quelli da accertare o non accertati. I decessi sono avvenuti a Regina Coeli (cinque), Rebibbia (cinque), Viterbo (quattro), Velletri e Frosinone.
«In due mesi, dal 13 settembre ad oggi, abbiamo registrato sei decessi, cinque dei quali per cause ancora da accertare - ha aggiunto il Garante dei detenuti, Marroni -. La drammatica conferma che la sicurezza dei cittadini è solo uno dei lati della medaglia:dall'altra parte ci sono, infatti, le precarie condizionidi vita nelle carceri e il sovraffollamento, che impediscono in recupero sociale dei detenuti. Non possiamo più nasconderci: non basta più parlare di nuove strutture oi nventare leggi che creano più carcere, come la recente norma che prevede la detenzione per chi abbandona i rifiuti. Serve invece coraggio - cpnclude Angiolo Marroni - per immaginare un nuovo sistema che preveda, per i reati meno gravi, il ricorso a pene alternative e forse più dissuasive».
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18/11/2008