«Nella tarda serata di giovedì - chiarisce Aldo Forte - il consiglio regionale del Lazio ha preso atto del piano di riassetto della rete ospedaliera regionale che, questa mattina, il presidente Marrazzo consegnerà ai ministri Tremonti e Sacconi ebbene, a differenza dell'ospedale dei Castelli, nel piano non c'è alcuna traccia del nuovo ospedale del Golfo, così come non era previsto nel piano sanitario regionale, già ritirato, in attesa di essere rielaborato, né compariva più nell'Atto aziendale sulla sanità dell'Ausl di Latina. E del resto - aggiunge l'esponente dell'Udc - non potrebbe essere altrimenti, alla luce della delibera del Consiglio dei Ministri che nominava Marrazzo commissario governativo per la sanità del Lazio e della stessa legge regionale n.14/08 sull'assestamento di bilancio, che prevede il blocco dell'iter della costruzione di nuove strutture spedaliere, pubbliche o private, fino all'approvazione definitiva del piano di riassetto della rete ospedaliera. Tant'è vero che non c'è traccia neppure dei previsti finanziamenti: né del mutuo di cento milioni di euro che doveva essere acceso con la Cassa Depositi e Prestiti (poiché, secondo il consigliere Robilotta, la richiesta è stata respinta dall'istituto di credito, in considerazione della precaria situazione economica della Regione), né della possibilità di usufruire, nella terza fase, dell'art.8 della legge nazionale che assicura alle Regioni finanziamenti mirati alla realizzazione di nuove strutture ospedaliere. Basti pensare che la Ausl di Latina non riesce ad ottenere dalla Regione neppure i 400mila euro spesi per la progettazione dell'ormai ipotetico ospedale. Ma la cosa più grave - commenta ancora Aldo Forte - è che la sanità del sud pontino, ormai, è totalmente al collasso, poiché, con la scusa ed in attesa della realizzazione del nuovo ospedale, hanno quasi completamente smobilitato i tre presidi di Formia, Gaeta e Minturno, sopprimendo nove strutture complesse su 18 e quindici strutture semplici su 42 ed eliminando ben nove primariati. Gli ospedali di Formia e Gaeta sono ridotti ad uno stato vergognoso, sotto l'aspetto dell'offerta sanitaria e dell'ubicazione dei reparti, per cui, come Udc, chiederemo, innanzitutto, l'immediata revisione dell'Atto sanitario aziendale».
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15/11/2008