Il giudice monocratico del tribunale di Latina, Paola Di Nicola, ha inoltre condannato la società al pagamento della provvisionale immediatamente esecutiva di 100mila euro a favore del Comune di Aprilia, parte civile, condizione per ottenere la sospensione della pena.
Ieri pomeriggio, presso il tribunale di Latina, è stato il momento della discussione. Il pubblico ministero Antonella Zanchetta, dopo aver ricostruito la vicenda, aveva chiesto per Bernard Cyna una condanna a quattro mesi di reclusione. L'avvocato difensore dell'imputato, Oliviero De Carolis, aveva chiesto invece l'assoluzione per non aver commesso il fatto. Secondo la difesa non ci sarebbe stato il danneggiamento del corso d'acqua, né ci sarebbero campioni che possano dimostrarlo. L'Arpa Lazio, sempre secondo l'avvocato De Carolis, avrebbe raccolto alcuni campioni solo all'uscita dell'impianto, che non sarebbero sufficienti a dimostrare l'inquinamento del canale. In quel corso d'acqua, inoltre, scaricherebbero anche altre aziende. Non ci sarebbe, quindi, la prova che i danni siano imputabili ad «Acqualatina».
Il giudice ha optato per una condanna superiore a quella richiesta dal pm e trasmesso gli atti alla Procura, per accertare eventuali responsabilità dell'allora sindaco di Aprilia e dell'ex assessore all'urbanistica, nonché della società che, prima di Acqualatina, gestiva il depuratore. Ha, infine, disposto la verifica su un'eventuale situazione di carattere permanente derivante dal mancato funzionamento del depuratore stesso, nel periodo che va dal 2004 al 2006.
Le indagini della Forestale, che erano arrivate al depuratore comunale di Aprilia, erano partite da Latina. Una grave forma d'inquinamento riscontrata nel canale Mussolini aveva spinto gli investigatori a partire dal mare e a risalire le sponde del corpo idrico, individuando quella che sarebbe stata la causa del calo di ossigenazione nel canale.
Era partita a quel punto l'inchiesta della Procura su «Acqualatina», la società che gestisce in provincia il servizio idrico-fognante e della depurazione. Il responsabile legale della società era stato denunciato per danneggiamento di un corpo idrico.
Dalle analisi sui campioni d'acqua, effettuate dall'Arpa Lazio, dopo la segnalazione della Forestale, erano emersi valori preoccupanti e la presenza di salmonella.
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12/11/2008