A dividere i due schieramenti è stato l'esplicito riferimento che la mozione di Bianchi faceva alle conseguenze che sulla duna e l'intera fascia costiera, dalla stessa Latina sino a Terracina ed oltre, avrebbero potuto avere il raddoppio del porto di Anzio e la ventilata realizzazione del porto di Foce Verde. La mozione della minoranza impegnava inoltre il Comune di Sabaudia ad affidare a tecnici «super partes» il compito di effettuare le dovute verifiche sul progetto del professor Noli a tutela del litorale di Sabaudia e suggeriva al Comune di Latina di valutare l'opportunità di realizzare il porto di Foce Verde, attraverso una soluzione alternativa come quella delle darsene interne. «Ritengo che tale premessa da parte del Consiglio comunale sia indispensabile per tutelare il nostro litorale, che ha non soltanto una forte valenza naturale ma anche economica. Con la scomparsa della duna la nostra offerta turistica diventerebbe decisamente insignificante», aveva spiegato Amedeo Bianchi nel sottoporre alla attenzione della maggioranza il suo documento. Ma dopo averlo attentamente letto la maggioranza ha presentato una serie di emendamenti che di fatto ne stravolgevano il contenuto. Nel testo coordinato della mozione emendata spariva qualsiasi riferimento all'impatto erosivo del raddoppio del porto di Anzio e della realizzazione del porto di Foce Verde e si deliberava soltanto di «richiedere alla Regione Lazio di sostenere l'iniziativa della Provincia di Latina, finalizzata alla ricostruzione ed alla difesa del litorale costiero tra Capo Portiere e Torre Paola, garantendo lo stanziamento delle risorse finanziarie». E mentre Amedeo Bianchi parlava di «tradimento» Luca Mignacca, capogruppo dei Liberali per il Pdl, faceva presente che nessun consigliere aveva cognizioni tecniche tali da contestare a priori il progetto del professor Noli. E a questo punto a Bianchi non rimaneva che ritirare la sua mozione. Praticamente si dovrà ricominciare da zero.
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12/11/2008