Si sono incontrati alle 7.30 e sono rimasti nella zona fino a quando due agenti della Digos hanno portato un messaggio del capo di gabinetto della questura di Latina, che si è detto disposto a tentare di trovare una soluzione.
«Solo a seguito di questa promessa - ha dichiarato il presidente dell'associazione, Alberto Valenti - verso le 15, abbiamo deciso di interrompere la protesta. In caso contrario saremmo andati avanti anche tutta la notte. Siamo stanchi di essere perseguitati, denunciati legalmente solo per la nostra passione per il mare. I soci sono tutti pensionati o operai e non possono certo permettersi i prezzi imposti dall'unica società autorizzata a gestire le banchine, la Ge.port». In tutte le città di mare ci sono darsene comunali in cui è possibile tenere le imbarcazioni».
Dopo il sequestro delle darsene del nucleo investigativo della forestale del 13 settembre scorso, i diportisti si erano spostati verso una zona a disposizione della Ge.port. Il comando stazione aveva sporto alcune denunce e i pescatori si erano di nuovo spostati, questa volta ancorando le barche ad un albero o ad un palo, senza nessuna autorizzazione.
La società ne aveva così approfittato per svolgere finalmente i lavori per il quarto pontile previsto.
Già in quel momento i diportisti avevano protestato, ma la Forestale aveva accertato che i lavori erano regolari. I soci dell'associazione «Amici del Mare» non si sono, però, dati per vinti.
«Non chiediamo poi tanto - ha continuato il presidente - e una soluzione ci sarebbe. Sulla banchina Mussolini, destinata ai pescatori professionisti e gestita dalla cooperativa Foceverde, è rimasta solo una persona che fa parte della cooperativa, gli altri sono tutti pescatori autonomi. Chiediamo che ci venga destinata una parte della banchina, anche piccola, potremmo fare dei turni, e riuscire così a coltivare la nostra passione».
I manifestanti sono tornati a casa con una speranza. Nel caso in cui, però, una soluzione non venga trovata nella prossima settimana, i soci sono pronti a manifestare ad oltranza, tutti i sabato e domenica dei prossimi mesi, perchè la loro richiesta venga seriamente presa in considerazione».
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27/10/2008