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«L'obiettività dei fatti e piena fiducia nella magistratura».
Il parere del Partito democratico di Formia in merito alla vicenda legata alla concessione edilizia Le Fosse, a favore della famiglia Lefano, viene espresso dal coordinatore cittadino Francesco Carta, il quale inizia con una breve cronistoria dell'iter amministrativo. Nel primo bando dei Prusst, tra gli altri, furono presentati due progetti, uno dall'«Immobiliare Aurunci» (centro alberghiero-sportivo e servizi), l'altro dalla società «Edil Panoramica» (volumetrie residenziali). Entrambi i progetti, commenta Carta, riguardavano la «zona bianca» della ex D'Agostino, a monte della ferrovia ed al di fuori della zona di rispetto della sorgente Mazzoccolo. Il progetto dell'«Edil Panoramica» fu respinto, in quanto proponeva residenze e poneva dubbi sulla provenienza dei capitali impegnati (ma successivamente, ci fu anche un accordo di programma, tra Comune e Ater, per realizzarvi un complesso popolare ndc.). Il progetto di Lefano, invece, ottenne il voto unanime del consiglio comunale e dopo un tentativo di inserimento di ulteriori volumetrie residenziali, la conferenza di servizi, tenutasi presso la Regione Lazio il 30 settembre 2003, bocciò ogni ipotesi di ampliamenti e nuove destinazioni. Il progetto fu quindi riportato dal centrosinistra alla sua versione originale, rimodulandolo su di un'area minore, secondo le prescrizioni del parere geologico e da quel momento, l'iter è andato avanti senza alcun intervento di censura, o segnalazione da parte di alcuno. «Quali fossero i rapporti tra i promotori dell'Edil Panoramica e Lefano non era e non è dato sapere, aggiunge il coordinatore del Pd, per cui, saranno gli inquirenti a fare piena chiarezza su tali legami». Francesco Carta conclude, quindi, con un altro passaggio: «Difficile pensare a speculazioni immobiliari di carattere camorristico, oggi su Formia, perché non ci sono più aree, tranne i due siti industriali dismessi della ex Salid ed ex D'Agostino, di altissimo valore economico. Una qualsiasi lottizzazione impiega anni per giungere alla concessione e perciò, è più difficile mimetizzare la provenienza degli investimenti. Io credo che i pericoli provengano molto più dal commercio, dal credito e dall'usura, per non parlare dello spaccio delle droghe, in continua crescita. Da qui, la necessità di un "osservatorio sulla legalità", che dovrebbe strutturarsi attraverso un incrocio costante di informazioni tra le forze dell'ordine, l'ufficio delle Entrate e il Comune».
Sergio Monforte
25/10/2008
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