Nella lettera inviata al presidente della Provincia, Armando Cusani, al presidente del Consiglio di via Costa, Michele Forte, e per conoscenza a tutti i consiglieri provinciali, la D'Ottavi chiede se è intenzione del Consiglio provinciale inserire all'ordine del giorno un punto in cui viene dichiarata la decadenza della Mussolini. La D'Ottavi, infatti, si appella al regolamento stesso dell'amministrazione provinciale, il quale prevede la decadenza dalla carica di consigliere in caso di cinque assenze consecutive non giustificate dalle sedute dell'assise. Secondo la D'Ottavi il caso della Mussolini rientra in tale fattispecie e per questo ha richiesto alla Provincia la lista delle assenze della Mussolini, sentendosi rispondere un bel: «ripassi tra un mese». L'esponente politica pontina, continua a portare avanti la sua battaglia, dopo essere stata protagonista, suo malgrado, di una vicenda elettorale paradossale e grottesca. Per quasi quattro anni, infatti, la D'Ottavi, il suo partito e l'intero Consiglio hanno vissuto nella convinzione che il primo dei non eletti nella lista della Mussolini fosse Giorgio Stabile, poi passato alla Destra, e non la D'Ottavi, circostanza che ha portato alla esponente pontina gravi danni anche di immagine. Per questo la D'Ottavi è intenzionata a far valere le sue ragioni anche in sede legale.
F.B.
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24/10/2008