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Crisi "Avio", gli operai non mollano

In cento, stretti nei sacchi a pelo fra i macchinari che sfornano quotidianamente pezzi d'arredamento d'interni di aeromobili. Rabbia, amarezza, paura: questi i sentimenti che serpeggiavano ieri fra i lavoratori «Aviointeriors» di Latina, dopo la prima notte di occupazione della fabbrica, protesta estrema a difesa del futuro di almeno altri 650 lavoratori pontini, accomunati dallo stesso destino.


Di ieri l'altro il nuovo coupe de theatre del manager Veneruso che, dopo una serie di minacce isolate, finalizzate a ciascuna delle realtà occupazionali del suo gruppo, ha formalizzato 12 licenziamenti ed annunciato una sorta di mobilità di massa, sancendo in questo modo la rottura di una estenuante trattativa sindacale ormai in bilico da mesi. Si ricorderà che la mancata applicazione dei contratti nazionali di lavoro da parte dell'imprenditore aveva già causato, appena qualche tempo fa, la decisa presa di posizione del prefetto Frattasi e, per il suo tramite, dell'ufficio legale del Ministero del Lavoro, che aveva finito con il diffidare Veneruso dando ragione ai lavoratori. Di qualche giorno fa la minaccia di chiusura del sito Rail Interiors. Di ieri l'altro, infine, i 12 licenziamenti e l'annuncio della «mobilità globale» in «Avio», «Rail» e «Meccano» quale «ritorsione» - così la interpreta Vincenzo Quaranta, segretario provinciale di Fiom Cgil - del deciso «no» dei lavoratori al cosiddetto «turno a ciclo continuo» all'interno dell'azienda, in assenza di una precisa contrattazione sindacale.
Ieri mattina i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (Fiom, Fim e Uilm) hanno avviato un primo giro di consultazioni ottenendo il sostegno istituzionale delle amministrazioni pubbliche territoriali e l'impegno dal sindaco di Cisterna Mauro Carturan di un confronto in agenda già per lunedì mattina. Segnali sarebbero giunti anche da parte aziendale, con l'invito a revocare l'occupazione della fabbrica, respinto dai lavoratori in assenza di garanzie certe sul ritiro dei provvedimenti di licenziamento adottati. Una vertenza anomala, slegata dalla situazione congiunturale di crisi che coinvolge le altre aziende del territorio.
«Aviointeriors», è nata nel 1974 con una joint venture con la francese «Sicma»: fu proprio la famiglia Veneruso, che la rilevò dieci anni più tardi, a spostare l'asse del business aziendale verso i Paesi dell'Est. Un'azienda solida, assicurano gli osservatori. Pronti, peraltro, a giurare anche sul buono stato di salute di «Rail Interiors» (che si occupa di arredi interni di carrozze ferroviarie), anch'essa marchio leader nei mercati dell'Est. L'anello debole della catena, come rileva il segretario Cisl Verrengia, è proprio «Meccano»: l'azienda mai nata, figlia di un processo di riconversione industriale (quello di ex Goodyear) che è fermo ancora alla fase di pre-bonifica del sito.

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Rita Calicchia

12/10/2008

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