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File pedopornografici, con bambini anche minori di dieci anni, rinominati, su «E-mule», con nomi legati al mondo della musica. Non sono passati inosservati agli agenti della polizia postale di Catania, nell'ambito dell'attività di contrasto alla pedopornografia su internet.
Da qui è partita l'inchiesta che vede indagate 28 persone in tutta Italia, tra le quali anche uno studente, che non ha ancora compiuto 21 anni, di Latina, accusate di divulgazione on-line di video di pornografia minorile.
Ieri mattina gli agenti della Polposta del capoluogo hanno perquisito l'abitazione del giovane e sequestrato due computer e materiale informatico. Secondo le indagini, coordinate dai pm Giuseppe Gennaro e Lucia Guaraldi, gli indagati avrebbero diffuso i video utilizzando reti di scambio, come «E-mule».
La maggior parte delle persone sorprese con materiale pedopornografico, ha meno di 27 anni. In un caso il proprietario di uno dei pc sequestrati ha 50 anni, ma ci sono forti sospetti che ad utilizzarlo sia stato il figlio. A cadere nella rete degli inquirenti tutte persone appartenenti ad una classe sociale media e medio-alta, che in casa aveva archivi veri e propri. Alcune connessioni sarebbero partite da uffici dell'amministrazione statale, a Roma. Perquisizioni anche a Catania, Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Taranto, Bologna, Ancona, Torino, Cuneo, Firenze, Lucca, La Spezia, Padova, Pisa, Milano, Bergamo, Mantova e Pordenone.
Silvia Colasanti
12/10/2008