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Mobilità per 170 operai

Spettro mobilità per 170 operai della Meccano: Sviluppo Lazio e Regione dicono stop ai finanziamenti e annunciano un'azione legale per danni e per la restituzione delle somme già erogate nei confronti della società di Alberto Veneruso.

Fumata nera al termine del vertice-fiume di ieri pomeriggio alla Regione Lazio tra i sindacati (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil), l'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e Sviluppo Lazio.
«Cala il sipario sull'intera vicenda - commenta Vincenzo Quaranta, segretario della Fiom-Cgil di Latina, al termine del tavolo di confronto alla Pisana - Regione e Sviluppo Lazio ci hanno annunciato la definitiva decadenza di ogni ulteriore beneficio e agevolazione nei confronti della Meccano (cinque milioni di euro) nonché l'azione per danni e per la restituzione delle somme già erogate. Ora il nostro obiettivo è quello di fissare al più presto un incontro al Ministero delle attività produttive. Vogliamo "riprenderci" il sito industriale di via Nettuno. Dobbiamo cercare un altro imprenditore che sia disposto a investire e credere nel progetto-Meccano (realizzato nel 2001, ndr) per la salvaguardia occupazionale. Il patron Veneruso dovrà decidere se aprire il procedimento di mobilità nei confronti dei 170 lavoratori oppure no». Questa mattina alle ore 9:30 è previsto un incontro tra i lavoratori e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Un tira e molla, quello tra Meccano, Regione Lazio e Ministero che è andato avanti per anni. I primi di luglio si era parlato anche della proposta di riqualificazione di una parte del sito industriale di Cisterna presentata dalla InterEnergy di Roma (l'obiettivo era costruire un impianto per il trattamento dei rifiuti). Tutto sfumato. Due mesi fa l'annuncio choc di Veneruso: «Niente finanziamenti, tutti licenziati». La mobilità doveva scattare già dal 15 agosto. Ieri la dura presa di posizione di Regione e Sviluppo Lazio. E il futuro dei lavoratori torna ad essere appeso a un filo.

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Alessia Freda

07/10/2008










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