Eventi negativi si sono aggiunti a qualcosa che è fisiologico per una città balneare. Il 15 settembre scorso è venuto meno il rapporto lavorativo per 25 operatori ecologici assunti dalla Terracina Ambiente, per far fronte alle necessità dei mesi estivi. Dieci giorni dopo è stato il turno di 40 addetti alle spiagge comunali (26 operatori e 14 bagnini).
Con il 30 settembre altra falcidie. Per il disposto della Finanziaria, è stato necessario da parte del Comune licenziare 12 interinali (10 autisti e 2 tumulatori), tutti padri di famiglia rimasti senza lavoro dopo un periodo di lavoro che va dai 5 agli 8 anni). Adesso sono andati tutti ad ingrossare le fila dei disoccupati.
Sono oltre 11mila i disoccupati iscritti al locale centro per l'impiego. In un panorama nero, qualcosa comunque si muove. «Dall'inizio dell'anno ad oggi - illustra il direttore del centro, Giovanni Aiello - siamo riusciti ad avviare 7.245 lavoratori a termine e 1.451 lavoratori a tempo indeterminato e abbiamo in cantiere progetti come il "P.A.R.I.", che stanno portando buoni risultati». Gocce in un mare, che spesso è di disperazione, anche se molti fuggono da alcuni mestieri come bracciante agricolo, muratore, carpentiere. In un quadro sconfortante («Terracina è una delle città più povere d'Italia» ha affermato un anno e mezzo fa l'attuale vice sindaco Giuliano Masci) fanno eccezione i 52 infermieri (su un totale di 70), che, fortunatissimi, appena diplomati al «Fiorini» hanno subito trovato il lavoro in corsia.
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05/10/2008