La tesi aveva già trovato riscontro nei primi esiti avuti dall'esame autoptico. Poche le cartucce esplose. I colpi sarebbero stati indirizzati verso vari obiettivi e non direttamente verso il ventiduenne romeno morto nel giardino situato nel retro della palazzina alla periferia di Aprilia.
Gli inquirenti, subito dopo i primi rilievi eseguiti, avevano ascoltato la versione dei fatti del tabaccaio Davide Mariani (ancora indagato per omicidio volontario) che, sin dal primo momento, aveva dichiarato di aver imbracciato il suo fucile da caccia calibro 12, regolarmente detenuto, solo dal balcone, dopo essere stato minacciato ripetutamente dai quattro malviventi - probabilmente tutti romeni - che la notte del 19 agosto scorso avevano tentato un furto all'interno dell'attività commerciale situata al piano terra dello stabile di proprietà della famiglia Cremonini. Un primo sparo aveva ferito di striscio la moglie di Mariani, Daniela, a una gamba e poi si era conficcato nel balcone. Altri due invece avevano raggiunto alla schiena uno dei ladri, Daniel Margineau, che aveva tentato di proseguire la sua fuga arrancando fino al giardino situato nel retro e poi accasciandosi al suolo ed esalando l'ultimo respiro.
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04/10/2008