Dopo 15 mesi dalle sua elezione, secondo Erbinucci, infatti, «dei segnali di cambiamento strombazzati da Raimondi in campagna elettorale non si vede neppure l'ombra. Anzi, l'immobilismo e l'incapacità di prendere decisioni fanno segnare il passo allo sviluppo e Gaeta rischia di avviarsi sempre più verso un ulteriore impoverimento».
A salvare il sindaco in questi 450 giorni sarebbero stati solo i tanti nastri da tagliare, l'ultimo quello ai bastioni Carlo V. Per il resto, impossibile elencare qualcosa che sia farina del suo sacco. «Ma per sua fortuna - aggiunge Erbinucci - gli restano ancora alcune opere da inaugurare, frutto dell'impegno e dell'azione politica delle precedenti amministrazioni, che gli consentiranno ancora per qualche tempo di tagliare nastri. Ma se poi non comincia a gettare le basi per programmare nuovi progetti, le sue forbici tra non molto rimarranno nel cassetto. L'importante, però - precisa il consigliere di FI - è che si tratti di nuovi progetti che qualifichino e valorizzino il nostro territorio nell'ambito della trasparenza e della legalità amministrativa: non come si sta verificando invece con la fantomatica Cittadella dello sport, che appare solo frutto di una audace immaginazione. Purtroppo - continua Erbinucci - Raimondi e la sua giunta non sono in grado di assumere decisioni ponderate nell'interesse della città; né appaiono in grado di dialogare con i Comuni e con gli enti del comprensorio per una politica di sviluppo complessiva e territoriale. I grandi temi da affrontare però non possono più segnare il passo». In ballo c'è lo sviluppo della portualità commerciale e turistica, il piano di utilizzo dei piazzali portuali e il riassetto della cantieristica e del waterfront, «in tal senso - suggerisce Erbinucci - il dialogo con l'Authority deve essere più forte e funzionale. Analogamente va intensificato anche il dialogo con l'Eni, poiché lo sviluppo del porto commerciale e della cantieristica, per citare solo alcuni motori trainanti della nostra economia, passano attraverso la completa dismissione e riconversione dell'area dell'ex raffineria. All'interno di essa, infatti, si dovranno trovare gli spazi necessari per l'area del mercato settimanale, dei parcheggi e dei servizi per la città».
L'amministrazione Raimondi, secondo Erbinucci, si deve dare una smossa concreta anche per quanto riguarda due obiettivi importanti: lo sviluppo della città medievale, che non può prescindere dalla realizzazione di aree di parcheggi al limite del centro storico di Sant'Erasmo, utilizzando in tal caso l'area attualmente occupata dai campi da tennis, e la riqualificazione dell'area ex Avir, che non potrà essere oggetto di sconsiderate colate di cemento ma, nella certezza del titolo di proprietà, dovrà costituire, unitamente ai centri storici, un concreto volano di sviluppo della città. Gaeta ha bisogno di riappropriarsi della proprie vivibilità per poter offrire al turista una migliore accoglienza e maggiori servizi. Ma, pur non avendo nulla nel carniere - conclude l'azzurro - il sindaco di Gaeta si lancia in altri proclami e avventure come quella dell'autocandidatura alla presidenza della Provincia alle prossime elezioni, avvalorando ulteriormente la sua inclinazione alla spettacolarità. Grazie a lui, infatti, la politica a Gaeta sta assumendo il carattere della commedia pirandelliana, con la sola differenza che siamo di fronte ad un unico personaggio in cerca di autore, ovvero di un partito (il Partito democratic), che possa garantirgli un incarico politico duraturo».
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21/09/2008