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Fabio Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema ...

Fabio Benvenuti
Un dossier sulle criticità del sistema industriale pontino da inviare al ministro Scajola e a tutti i livelli istituzionali locali e e nazionali.
È il frutto concreto emerso ieri mattina nel corso del summit convocato da Confindustria Latina con le aziende straniere che operano nel nostro territorio.

All'incontro, coordinato dal presidente di Confindustria Latina, Fabio Mazzenga, e dal direttore dell'associazione di via Montesanto, Sergio Viceconte, hanno preso parte i rappresentanti di tutte le multinazionali, in prima istanza il chimico-farmaceutico.
Se la situazione esterna al sistema industriale pontino non andrà a migliorare, per le multinazionali operanti sul territorio si apriranno situazioni di crisi dagli esiti imprevedibili. È per questo che gli industriali si stanno organizzando per uscire dall'isolamento e avviare una inversione di tendenza rispetto ad una deindustrializzazione che appare costante. «Abbiamo voluto anticipare un dialogo sulle problematiche reali del sistema industriale - ha detto il presidente Mazzenga - agendo in maniera preventiva così da poter far fronte con prontezza ad eventuali situazioni di crisi».
In concreto, nel vertice di ieri è stata decisa la costituzione di un comitato coordinato da Confindustria e che rappresenterà le multinazionali presenti in provincia di Latina. L'obiettivo è quello di raccogliere le istanze delle varie realtà per poi comporre un documento dettagliato, infarcito di dati e cifre, da inviare, appunto al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Sarà fornito, soprattutto, un quadro prospettico: vale a dire la previsione da qui a dieci anni sul futuro delle aziende nel caso in cui non dovessero migliorare quelle condizioni esterne che sono elemento essenziale per la crescita economica. Entro settembre il comitato sarà operativo, quindi entro ottobre sarà stilato il documento. «Non c'è allarmismo - ha voluto tranquillizzare Mazzenga - preoccupazione si, perché se il sistema non reagisce le conseguenze possono essere gravi. L'economia locale non può prescindere da un sistema produttivo costruito in cinquanta anni, rischiamo un crollo verticale». E il decalogo delle criticità delle multinazionali, peraltro già stilato, è infarcito di una decina di punti: dalla carenza di infrastrutture, ai costi dell'energia, dalla elefantiaca macchina della burocrazia ai temi della fiscalità e della sicurezza. Si, la sicurezza; per chi non ne fosse ancora convinto anche criminalità e ordine pubblico influiscono sulle decisioni di investire su un territorio e proprio come accade nel profondo sud a Latina scatta il bollino rosso. «Per esempio - ha detto Mazzenga - su un'opera come la "Superpontina" non abbiamo una data certa sull'inizio dei lavori, o meglio noi non siamo convinti che sia quella annunciata dalla Regione, cioè metà 2009. Il direttore di Confindustria, Sergio Viceconte, ha rilevato come l'indotto delle multinazionali sia davvero notevole per il sistema economico pontino, tanto che l'intero settore produce circa il 40% del Pil locale: «Non vogliamo più fare tavole rotonde ma proposte di carattere concreto - ha detto Viceconte - Le aziende sono sensibili sulla questione e hanno risposto molto bene».

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13/09/2008










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