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La lettera

un nuovo modello di sanità

Nelle province del Lazio gli ospedali non chiudono. Capisco che le regole stringenti della titolazione possano portare a questa sintesi estrema, ma la realtà è diversa, molto diversa. Il sistema ospedaliero della nostra Regione è sovradimensionato, soprattutto nella Capitale.

E dunque nelle province non c'è da tagliare nulla, né da chiudere quelle strutture che svolgono un ruolo essenziale. Noi stiamo aprendo strutture nuove, migliori e, permettetemi la semplificazione, "sotto casa".
Siamo partiti da un fatto: il nostro sistema sanitario appare spesso vecchio, non in grado di rispondere al meglio alle esigenze poste dai bisogni di assistenza, né di sfruttare gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per realizzare una sanità moderna.
Questa è la sfida in cui siamo impegnati: modernizzare la sanità sul territorio superando i piccoli ospedali diffusi. È un modello che non regge più, non solo dal punto di vista della sostenibilità economica. Soprattutto non è adatto a garantire un'assistenza efficiente e adeguata ai nuovi bisogni di salute della popolazione. Vorrei sottolineare solo un dato, per provare come il modello attuale mostri i segni dell'inadeguatezza: i pronto soccorso dei piccoli ospedali di provincia non vengono utilizzati per i casi gravissimi, i cosiddetti codici rossi, ma trattano soprattutto patologie lievi.
(Continua a pag. 3)

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11/09/2008










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