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Gianni Ciufo MINTURNO Minturno, ...

Gianni Ciufo
MINTURNO Minturno, oggi, ricorda uno dei suoi concittadini, morto l'11 settembre di sette anni fa nell'attentato terroristico alle «torri gemelle» di New York. Oggi infatti ricorre l'anniversario di quel tragico giorno, che provocò migliaia di morti, tra i quali figura, purtroppo, anche Francesco Saverio Riccardelli, l'ingegnere di origine minturnese che lavorava per conto di una multinazionale, la cui sede si trovava al 59esimo piano di una delle «twin towers», sventrata dagli aerei degli attentatori.

A «Ground Zero», oggi, anche «Francis» Riccardelli, sposato e padre di cinque figli, sarà ricordato nel corso della cerimonia alla quale presenzieranno moglie e figli, che depositeranno dei fiori. Alle 8:46 locali suoneranno le campane, sarà osservato un minuto di raccoglimento e verranno letti i nomi dei deceduti. L'ingegnere italo-statunitense sarà ricordato anche a Minturno, con una cerimonia religiosa privata, voluta dal cugino Saverio Riccardelli, che abita a Minturno capoluogo. «È stata una morte - ha detto Saverio Riccardelli - che ha scosso tutta la nostra famiglia, ma anche la città di Minturno. Francesco Saverio amava questa sua terra, dove tornava non appena la sua attività lavorativa glielo consentiva. Ci eravamo visti qualche mese prima dell'attentato, quando per l'ultima volta era tornato a Minturno. Ricordo che, per giorni, abbiamo sperato di ritrovarlo in qualche ospedale. La moglie e la madre hanno mostrato la foto a tantissime persone e hanno girovagato per tutti gli ospedali di New York, alla ricerca di una traccia. Alla fine è arrivata l'amara verità, col ritrovamento dei resti di mio cugino. L'11 settembre non è solo una data infausta per tutto il mondo, ma anche per la nostra famiglia, che ha perso un proprio componente in circostanze del tutto imprevedibili e che sono costate la vita a tanti innocenti. È difficile rassegnarsi».
Saverio Riccardelli, visibilmente emozionato, racconta quei terribili giorni, che sono ancora vivi nella mente di tutti. I resti del cugino furono ritrovati dopo otto mesi, durante i quali la moglie, con in braccio il più piccolo dei figli (che all'epoca aveva poco meno di due anni), andava spessissimo nella zona dell'attentato, nella speranza di avere notizie di suo marito, ritrovato poi tra le macerie di una delle «torri gemelle». Il difficilissimo e duro lavoro dei soccorritori, ha posto la parola fine alle speranza della famiglia Riccardelli nel maggio del 2002, quando l'esame del dna sui poveri resti dell'ingegnere minturnese, individuati grazie ad alcuni oggetti personali, confermarono che Riccardelli faceva parte delle migliaia di vittime dell'attentato terroristico.

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11/09/2008










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