Questo piano - ha aggiunto Forte - così come è stato redatto ha stravolto la località che 70 anni fa veniva chiamata "bagni di Suio". Sino al maledetto 31 ottobre del 1943, quando i tedeschi in ritirata, minarono tutti gli stabilimenti termali esistenti, i bagni di Suio iniziavano allo stabilimento Viccari (non più ricostruito) e terminavano alla struttura della Provincia (anch'essa non più ricostruita), dove ora insistono due esercizi termali non grandi ma ben tenuti. Quella era la zona termale ed è sancito dai sondaggi fatti negli ultimi 50 anni». Filippo Forte, nella sua ricostruzione storica, ha poi espresso in maniera più precisa i suoi dubbi, confermando quanto già detto in una riunione del 31 luglio scorso, indetta dal Comune di Castelforte. «Sono state ignorate - ha continuato il noto termalista di Suio - le aree in destra fiume più ampie e dove c'è acqua calda in abbondanza L'area che io rappresento è stata solo in parte asservita. Con questo piano regolatore, a mio avviso limitato, i miei figli, se un giorno volessero costruire qualcosa, su 6500 mq di area libera ed a verde, potranno realizzare solo sei camere. La restante area - ha aggiunto Filippo Forte - la coltivo a rape nel periodo invernale ed in estate vedrò cosa farci».
Dichiarazioni che confermano l'amarezza del titolare delle terme Caracciolo-Forte, il quale ha poi ribadito che la zona termale è quella lungo la provinciale a monte ed a valle dell'arteria. «È in quella zona - ha concluso l'imprenditore aurunco - nel rispetto della natura e della montagna, che andava ampliata l'area termale».
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04/09/2008