Buone notizie quindi per gli studenti, che al rientro sui banchi troveranno dietro la cattedra la maggior parte dei docenti. Da coprire, probabilmente, resterà una percentuale minima di posti che al momento delle nomine non risultava come supplenza annuale. Un esempio classico è rappresentato dalle maternità. In questo caso la palla passa ai singoli istituti che, in base alle loro graduatorie, individueranno il professore idoneo all'incarico. Per i non addetti al settore, spieghiamo che le supplenze vengono assegnate in base a due «binari»: quello delle graduatorie dell'Ufficio scolastico provinciale (ex-Provveditorato) e quello delle graduatorie d' istituto. Nel primo caso sono «papabili» alle supplenze i professori in possesso di abilitazione, ottenuta tramite il concorso, corsi abilitanti speciali, Ssis e lauree abilitanti. Solo in casi rari l'elenco degli abilitati viene esaurito e i precari hanno un posto di lavoro certo già dal primo settembre. Nella maggior parte dei casi chi non ha ottenuto la nomina durante le convocazioni aspetta la chiamata dei presidi.
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01/09/2008