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Omicidio Pisnoli, vertice a Roma

Raffaella Patricelli
APRILIA Passerà alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma l'indagine sull'omicidio di Massimo Pisnoli, il quarantottenne suocero del centrocampista della Roma e della Nazionale, Daniele De Rossi, ucciso da due colpi di fucile più di una settimana fa, nei pressi del parcheggio della stazione ferroviaria di Campoleone.


Ieri mattina si è tenuto un incontro a Roma tra gli investigatori pontini dell'Arma e quelli della Dda per fare il punto della situazione sulle indagini, fino a questo momento coordinate dal pm Raffaella De Pasquale e dai carabinieri di Aprilia. Fra poche ore, quindi, il Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo acquisirà la totalità dell'inchiesta e questo è un particolare rilevante che porta dritti verso la criminalità organizzata.
Si spazzano via, così, gli ultimi e forse inutili dubbi sulla pista da seguire.
In un primo momento si era pensato ad un movente passionale, quasi immediatamente smentito dai carabinieri della Compagnia di Aprilia.
Il delitto assume sempre più i contorni di un'esecuzione i cui mandanti potrebbero essere personaggi legati alla malavita romana a cui probabilmente l'uomo aveva fatto uno «sgarro».
I carabinieri, coordinati dal colonnello Leonardo Rotondi, in questi giorni hanno scavato nella frammentaria e travagliata vita di Massimo Pisnoli, hanno ascoltato una trentina di persone, tra amici e parenti, in cerca di particolari fondamentali per dare una svolta all'inchiesta.
A quanto pare il quarantottenne era solito frequentare le zone del Trullo e della Magliana, amava la bella vita ed i soldi facili.
Gli investigatori stanno anche cercando di capire i rapporti che aveva messo in piedi e soprattutto di che genere fossero i legami che aveva con la città di Aprilia.
Molto probabile che il 48enne sia stato ucciso nello stesso luogo in cui è stato trovato, dove forse aveva un appuntamento con i suoi killer. Un luogo isolato, vicino alla ferrovia, il cui rumore potrebbe aver fatto passare inosservati i colpi partiti dall'arma che ha ucciso Pisnoli, insomma ideale per l'agguato.
Intanto si è fatta chiarezza sull'arma usata per l'omicidio.
Si tratta di un fucile da caccia, caricato a «pallini», del tipo utilizzato per cacciare i tordi.
Un particolare sicuramente strano e che infittisce ancora di più di mistero l'assassinio di Massimo Pisnoli.
Le modalità dell'omicidio, però, continuano a far pensare ad un'esecuzione in piena regola: due i colpi sparati da vicino, uno alle spalle e l'altro (fatale) alla bocca.
Il proiettile in questo caso è uscito dalla parte posteriore del cranio sfigurando il volto di Pisnoli.
Inoltre, la vittima è stata ritrovata dai carabinieri con le braccia in alto, un tipico segno lasciato dai sicari della mafia.
Ieri la salma del papà di Tamara, moglie del calciatore De Rossi, è stata trasferita dall'obitorio del cimitero di Latina a Roma, dove naturalmente si celebreranno i funerali.
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17/08/2008










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