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Il commento

un'altra occasione perduta

Non c'è tempo né spazio per la cultura e la storia di Latina nella stanze del Palazzo, tutto è sacrificato sull'altare della fredda logica dei numeri del bilancio.
Quello che accade da mesi in margine all'attività della commissione toponomastica è paradigmatico di una vicenda che investe e mortifica la classe politica del capoluogo.

Già nella passata consiliatura, in più occasioni, prima nel chiuso delle commissioni cultuea e toponomastica, poi per due volte in aula consiliare, la classe politica locale ha avuto la geande occasione di far respirare alla città un alito di cultura, di riflessione sulla storia e sulla radici del capoluogo e della sua gente. Il tema, solo apparentemente burocratico, era quello dei nomi da assegnare ad alcune strade, con la macchina burocratica che si è inceppata davanti a nomi come Almirante, De Gasperi e l'ex sindaco Corona. Invece di intessere un succoso dibattito sulle radici della città e dell'intera provincia, anche in termini di cultura politica, il consiglio comunale ha preferito più volte glissare, rinviare, fino a giungere alla salomonica decisione che sovrintende ogni empasse della politica: creare una commissione. E così, come per la tasa sui rifiuti, ecco che la toponomastica ha avuto, oltre alla sua bella commissione, anche un gruppo di intellettuali chiamati ad esprimersi sui nomi da assegnare alle strade. Con indifferenza, quasi con disprezzo, la storia e le radici di questa città continuano a restare fuori dalle aule della politica. E quest'ultima a restar fuori dalla portata dei cittadini.

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09/08/2008










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