La donna stava gustando un gelato quando ha avvertito un lieve mal di testa, che si è fatto via via più insistente e doloroso. «Non è niente, solo un malessere,ora me ne vado in albergo a riposare», ha detto nel tentativo di rassicurare tutti. Ma a cena, tra i commensali, c'era anche un infermiere del «118». L'uomo ha intuito che non c'era un solo istante da perdere. Ha chiamato l'ambulanza che ha trasportato Cecilia Bonfanti in ospedale. Ma, quando la donna vi è giunta, ogni tentativo di rianimarla è stato inutile. A stroncarla, secondo quando hanno accertato, in attesa dell'autopsia, i sanitari del nosocomio calabrese, è stato un ictus che le ha provocato un'emorragia cerebrale che non le ha lasciato scampo.
Una vita spezzata in pochi istanti nel viaggio di ritorno da Palermo a Sabaudia. Una vacanza che Cecilia Bonfanti ed il marito Antonio Mirabile, ispettore del Corpo Forestale dello Stato, avevano programmato da tempo per abbracciare il loro unico figlio Roberto, che presta servizio come carabiniere effettivo presso il comando provinciale del capoluogo siciliano e che sarebbe dovuto rientrare a casa fra due mesi, per essere destinato ad un altro incarico. Da Palermo, proprio per rendere meno faticoso e stressante quel viaggio di oltre mille chilometri, Cecilia ed Antonio avevano deciso di concedersi una sosta di un paio di giorni nella Città dello Stretto dove vivono alcuni parenti.
Tra i primi ad apprendere la tragica notizia è stato proprio Roberto, che ha raggiunto a tarda notte Reggio Calabria per l'ultimo abbraccio alla mamma e per dare conforto al padre.
E da quel momento tra Reggio Calabria e Sabaudia è stato un susseguirsi di telefonate che hanno accomunato nel dolore e nello sbigottimento i parenti, gli amici e soprattutto tutti i componenti del coro «Annuntiatae Cantores» a partire dal M° Francesco Belli e dalla moglie Paola Balassone, che aveva in Cecilia una preziosa collaboratrice. «Ancora stento a crederci. Cecilia era la più forte di tutti noi ma ormai ogni vita è appesa veramente ad un filo», mormora la cognata Maria, moglie di Angelo Mirabile, il fratello maggiore di Antonio, agente del Corpo Forestale in pensione. Le due famiglie vivono a poche centinaia di metri di distanza, all'interno delle lottizzazioni denominate «Colle La Guardia» e «Le Quattro Stagioni», a ridosso della Litoranea.
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30/07/2008