Sono apparsi così, i veltroniani pontini, riuniti in assemblea per trovare risposte ad alcuni nodi che ne stanno carterizzando l'evoluzione politica. Primo fra tutti, la linea da promuovere per guadagnare consenso, qualcosa che finalmente possa andare ben oltre il semplice «tutto sbagliato» o l'autodistruttivo «lo avevamo detto», che da sempre caratterizza la linea di contrasto alle politiche del centrodestra in terra pentina. Non bastano più i «no» e i sussulti di goduria agli errori (tanti in verità) commessi dall'altra parte politica, così come è anacronistico arroccarsi su posizione di non collaborazione su tematiche di ogni genere: dalle infrastrutture ai rapporti con le istituzioni superiori. Servirebbe riempire finalmente di contenuti una strategia di opposizione che, tanto in Provincia quanto nelle singole amministrazioni comunali, Latina in testa, è priva di quella visione programmatica e quell'impatto sociale che pure dovrebbe caratterizzarne ogni elemento. Così ai veltroniani pontini non è rimasto altro da fare che l'accorato appello (udite udite) all'Udc di Casini e del sen. Michele Forte, l'ultima spiaggia così come avevamo previsto. Un segnale di smarrimento che dovrebbe preoccupare anche il centrodestra.
Vai alla homepage
22/07/2008