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Il commento

a chi spetta disegnare la città

Disegnare la città spetta alla parte pubblica. Il forte richiamo lanciato ieri in commissione urbanistica a Latina dall'assessore Massimo Rosolini non è il capriccio di un esteta, né la smania di protagonismo di voler mettere firme a progetti ed iniziative.


Tutt'altro.
La città ha già pagato prezzi salatissimi quando il potere pubblico ha abdicato non solo al suo ruolo di regista ed architetto di un equilibrato sviluppo, ma anche a quello di controllore e puntuale nostromo in grado di correggere la rotta della barca. E' la buia fotografia di quanto accaduto nel capoluogo soprattutto negli anni settanta e ottanta, con la città messa a sacco dai alcuni costruttori ed il potere pubblico ad assistere impotente, quando non complice e connivente, agli arbitri e alle brutture dei privati. Il risultato più eclatante di questa deriva è stato il disordine urbanistico dei quartieri nuovi, il «prendi e fiuggi» dei consorzi edilizi che appena posato l'ultimo mattone hanno incassato e tagliato la corda senza realizzare le previste opere di urbanizzazione. Un pesante fardello che ancora oggi la città paga in termini economici e di crescita sociale distorta. Errori che non è ammesso ripetere: al privato spetta investire, realizzare, costruire, al pubblico curare gli interessi collettivi. Ognuno al proprio posto. La tentazione è forte, lo sappiamo, ma il futuro della città merita una pianificazione lontana dalle speculazione e dagli orrori del passato. A guadagnarci saremo tutti, non solo i soliti privati.

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17/07/2008










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