Quello che si profila è, appunto, un ricorso cumulativo al Tar per l'impugnazione della delibera con cui il Comune ha adottato il piano tariffario in vigore. Ma la via burocratica non si presenta semplice per i ricorrenti.
Uno dei massimi esperti pontini in materia di Tia, l'avv. fiscalista Raffaele Scirè, spiega, infatti, come il Comune di Latina, tramite la Latina Ambiente, si sia mosso secondo un piano tariffario previsto dalla normativa in vigore.
«Non conosco i motivi d'impugnazione della delibera comunale di adozione delle tariffe - spiega il legale - ma dalla semplice lettura delle tariffe medesime, posso constatare che non vi è molto di anomalo rispetto a quelle determinate da altri comuni passati alla Tia Le suddette tariffe sono adottate sulla base dei coefficienti presuntivi di produttività rifiuti previsti per ogni categoria merceologica dalla normativa nazionale, e, più precisamente, dai vincolanti parametri fissati dal Ministero dell'Ambiente. Viceversa, sarebbe stato arbitrario l'atteggiamento del Comune che non avesse tenuto conto dei citati coefficienti. Se proprio c'è una responsabilità, essa potrebbe individuarsi nella circostanza che nel primo biennio di regime Tia le tariffe relative a più di un paio di utenze non domestiche sono state determinate al di sotto dei valori prescritti dal D.P.R. 158/99, mentre sarebbe stata opportuna una politica di graduale innalzamento delle stesse».
Secondo l'avv. Scirè «purtroppo per i titolari di alcune utenze non domestiche non credo ci sia qualcosa di concreto da fare. Tuttavia, posso consigliare, almeno ai commercianti che operano all'aperto ed agli ambulanti, di verificare la regolarità dei pagamenti effettuati nel 2006 e nel 2007 a titolo di Tia giornaliera alla Latina Ambiente. In caso contrario, cioè qualora fosse stata erroneamente versata ad altro soggetto o fosse stata addirittura pagata la soppressa Tarsu giornaliera, essi avranno diritto al rimborso».
Vai alla homepage
09/07/2008