Ieri, man mano che passavano le ore, si è fatta strada l'ipotesi che l'uomo possa essere stato colto da malore e sia caduto in acqua, rimanendovi in un qualche modo prigioniero.
La notte scorsa, a perlustrare la zona della scomparsa, era rimasta una motovedetta d'altura della Direzione Marittima di Fiumicino, l'autorità che presiede alla ricerche dirette dal sp Spinelli della Procura di Latina. Alle prime luci dell'alba di ieri, poi, lasciavano gli ormeggi due altre motovedette, una della Capitaneria di porto di Terracina e un'altra della Capitaneria di porto di Anzio. Nel cielo si alternavano in volo gli elicotteri della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, oltre ad un aereo della Polizia di Stato. Ore ed ore di battute alla ricerca quasi disperata del diportista scomparso nel nulla, lasciando dietro di sé una scia di mistero. «Abbiamo fissato 8 punti-coordinate sulla carta, tracciando un quadrato, che corrisponde nella realtà a 16 miglia». Così, alle 10,00 di ieri mattina, spiegava il TV Silvio Del Casale, comandante del Locamare di Terracina, aggiungendo che, se non vi fossero state novità entro la giornata di ieri, si sarebbe proseguito ancora per un altro giorno nelle ricerche.
Intanto, dopo le testimonianze raccolte dalla Polizia di Stato (nella tarda serata di giovedì erano stati ascoltati in commissariato a Terracina i familiari e alcuni dipendenti dell'imprenditore, oltre agli ormeggiatori del porto del Circeo, le persone che lo hanno visto per l'ultima volta), si cominciavano a chiarire i contorni di un vero e proprio giallo. «Siamo orientati verso l'ipotesi del malore. Un incidente, insomma.
Nell'imbarcazione trovata al largo (si tratta di un 16 metri a motore, denominato ìAldabra", n.d.r.) era tutto in ordine. Non abbiamo riscontrato - spiegava il vice questore Paolo Di Tocco, reggente del Commissariato di Terracina - la presenza di terze persone. Un cornetto ed un panino fanno pensare al progetto di una giornata al mare e nient'altro». Nessun segno di colluttazione, nessun segno di collisione, la scialuppa di salvataggio al suo posto. «Comunque, non è esclusa a priori qualsiasi ipotesi» concludeva Di Tocco.
S'è pensato anche alla pista del suicidio, ma i riscontri raccolti non sembrano avviare le indagini in una tale direzione.
Maurizio Remini è un uomo facoltoso, che gestisce una grossa impresa edile assegnataria di importanti appalti. Una persona positiva, reattiva, serena. Uno sportivo, un amante della vita.. Non sembra avesse problemi finanziari né di salute.
Gli inquirenti avrebbero ricostruito così la sua giornata.
Remini da Roma si era recato al Circeo, dove aveva un appuntamento per la vendita della sua imbarcazione. In attesa dell'orario fissato, aveva preso la barca e se n'era andato al largo. «Oggi me ne vado a Terracina», aveva detto agli ormeggiatori.
La gita, però, non si era conclusa. A quell'appuntamento del pomeriggio non si era presentato, tanto che l'acquirente aveva chiamato la sua segretaria. La dipendente era riuscita a rintracciarlo al cellulare mentre era in barca, ma poi i contatti si erano interrotti. E il silenzio tale è rimasto ancora fino ad ieri sera.
Oggi le ricerche continueranno con la stessa intensità.
Vai alla homepage
05/07/2008