Il magistrato aveva inoltre chiesto una misura cautelare anche per gli altri indagati, A.D., G.D., R.G.B., A.D.R. e A.S.A.
Dopo gli arresti, gli avvocati difensori Scipione, Archidiacono, Macari e Costanzo avevano fatto ricorso e Aurola aveva ottenuto i domiciliari e Di Fusco e Riccardelli erano tornati in libertà. Ieri, specificando i motivi del rigetto, il Tribunale della Libertà ha chiarito come l'associazione per delinquere contestata dal magistrato non sussisterebbe più dal 2006, da quando il dirigente Unep è andato in pensione, ragione per la quale non sarebbe necessaria la restrizione in carcere.
Vai alla homepage
02/07/2008