Iniziò subito la caccia agli assassini, rintracciati soprattutto grazie ad un cellulare rubato alla vittima e al dna estrapolato dale tracce repertate sul luogo del delitto.
Cazan e Hristea, venuti in Italia in cerca di lavoro, avevano incontrato il commerciante il giorno prima nei giardini di piazza «Santa Maria Goretti», ricevendo ospitalità. Poi la lite, degenerata in omicidio. Gi imputati si sono sempre giustificati sostenendo di aver discusso perché la vittima voleva avere un rapporto omosex, ma l'uno ha poi detto di essersi allontanato prima dell'altro, specificando che il 60enne in quel momento era ancora in vita. Un rimpallo di responsabilità. Chiaro invece il quadro per il pm Monaco: Giangrasso è stato preso a pugni e fatto svenire con un colpo di posacenere sulla testa, è stato quindi immobilizzato, con mani e piedi legati con un lenzuolo e con un cavo elettrico, e infine gli è stato messo un pezzo di stoffa in bocca e gli è stato premuto un cuscino sul volto, fino ad ucciderlo per strangolamento.
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02/07/2008