E' quello dei contenuti della sfida, della sostanza di un rinnovamento che, se tale deve essere, non può prescindere da un contributo di idee e di uomini nuovi. A meno di un anno dalla consultazione elettorale, la partenza in casa del Pd non è delle più felici: scontri interni sul nome del candidato e sulla opportunità delle primarie, azioni di rimessa su argomenti di quotidiano dibattito in uno scacchiere che invece richiederebbe un gioco di attacco prorompente e costante. Inutile farsi distrarre dal miraggio della vittoria, ché per quella servirebbero uomini e alleanze diverse dalle attuali perché è chiaro che con i soli voti della sinistra la Provincia resterà sempre in mano al centrodestra. Ciò che occorre è il coraggio di fornire progetti e prospettive in grado di rappresentare un riformismo nuovo, non ingessato, che imponga un dialogo di alto livello tra le forze politiche sui temi più scottanti e sulle reali esigenze dei cittadini. Questo è il dovere morale e politico, la missione riabilitante e antighettizzante che il centrosinistra deve imporsi per fornire un contributo reale alla crescita della società pontina, che altrimenti resterà priva di quel dialogo costruttivo che è il sale di ogni civile progresso.
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01/07/2008