Nessuna condanna anticipata per chi al momento risulta soltanto indagato e quindi innocente fino a prova contraria, né la volontà di screditare il lavoro di chi ogni giorno lavora, e seriamente, per garantire il rispetto della legge. Il caso del poliziotto arrestato ieri, ritenuto dall'Antimafia coinvolto in un traffico internazionale di cocaina, si va però ad aggiungere ai diversi casi che, negli ultimi anni, hanno visto protagonisti appartenenti alle forze dell'ordine. Troppi i fascicoli aperti sulle «divise», con accuse di spaccio di sostanze stupefacenti, peculato, concussione, falso. E, indagini a parte, in alcuni casi si è assistito anche a condanne o patteggiamenti. Casi isolati, come già detto prima, in un mondo dove i più lottano con tenacia contro il crimine, ma casi la cui frequenza indubbiamente preoccupa. Appare quindi opportuno che nelle caserme i controlli diventino ancor più rigidi e soprattutto che chi indossa un'uniforme ricordi sempre che per tutti rappresenta un modello da seguire, che non si può sporcare per un pugno di banconote.
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24/06/2008