E la discussione in atto è lontana anni luce da
ciò che potrebbe sembrare di primo acchitto, e cioè una
questione squisitamente ambientale. La posta in palio è
molto più alta, ed è la gestione urbanistica dei territori
e le capacità d'intervento di Comuni e Province. Eh già,
perché una volta istituito e perimetrato un Parco, tutto
ciò che ricade al suo interno viene praticamente
"congelato" fino a quando non viene varato il piano di
attuazione. Ed in quel momento, tutto ciò che fino ad
allora è stato programmato dagli enti "minori", perde
sostanzialmente di efficacia, tanto che zone
precedentemente vincolate potrebbero diventare edificabili
e viceversa. Ecco dunque l'importanza di questa partita,
forse non sempre percepita a dovere dagli amministratori
locali, che - se vogliamo - rischiano di trovare svuotate
le proprie deleghe urbanistiche. Il Parco, dunque, non è
solo uno strumento di tutela di beni ambientali e di zone
d'interesse, è anche e soprattutto uno strumento di
gestione del territorio. Con queste premesse ci vuole poco
a trasformare un "parco dei divertimenti" in un "parco
degli orrori". O viceversa.
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17/06/2008