Proprio in queste zone sono ubicati
anche le maggiori aziende di trasformazione dei prodotti
bufalini. Da mesi, però, gli allevatori sono alle prese con
una crisi che non ha precedenti. E proprio sulla crisi si è
soffermato il consigliere comunale della Sinistra
Arcobaleno Federico D'Arcangeli. «Tra diossina (vera o
falsa), rincari stratosferici dei costi di produzione
(mangimi, concimi, carburanti) e ora il diktat della lobby
lattiero-casearia che impone la riduzione del prezzo del
latte senza nemmeno possibilità di replica - afferma
D'Arcangeli - la situazione degli allevatori bufalini si fa
sempre più difficile». E' vero che c'è stato qualche tempo
fa l'intervento della Regione Lazio con la proposta del
marchio «Colossella» - continua l'esponente SA - ma
l'iniziativa si è fino ad ora «persa tra le nebbie della
burocrazia romana»; c'è poi «l'interesse occasionale dei
nostri amministratori, con una sagra l'anno "Sulle orme
della bufala", che però si fa poi fatica a seguire, passata
la festa». Anzi - insiste D'Arcangeli - viene proprio il
dubbio che il sindaco Macci «non si sia nemmeno accorto di
quel che sta succedendo in queste settimane». La promozione
dei prodotti tipici locali, legati all'allevamento
bufalino, in verità, da diversi anni viene portata avanti
dalla Pro Loco di Priverno, presieduta da Nunzia Macci,
nonostante le difficoltà quotidiane e i rapporti non sempre
idilliaci con le istituzioni.
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15/06/2008