Inizia
così la lettera con la quale, i dipendenti della società
che gestisce i parcheggi cittadini, si rivolgono agli
amministratori comunali ed a quelli della Formia Servizi,
affinché, nella vertenza in atto e nelle decisioni che
andranno ad assumere tengano conto dei bisogni reali di
decine e decine di famiglie che, da un momento all'altro,
rischiano di trovarsi in mezzo alla strada. «Siamo infatti
consapevoli, dicono i dipendenti, che la vertenza di questa
crisi sarà lunga e sofferta, potendo contare unicamente
sulla forza che deriva dall'unità dei lavoratori. Per
questo, lotteremo con dignità, senza voler minimamente
essere pietisti e patetici, ma cercando di restare il più
possibile uniti, per salvaguardare l'intero assetto
occupazionale e, tanto per dimostrare il nostro senso di
responsabilità, siamo anche disposti a rinunciare a parte
dello stipendio». Uguale senso di responsabilità, i
lavoratori chiedono, però, agli amministratori, sia della
Formia Servizi, che del Comune di Formia. «Finora, dicono,
abbiamo solamente assistito ad un pilatesco rimpallo delle
responsabilità pregresse che nulla apporta alla definizione
della vertenza. Se è vero che responsabilità pregresse vi
sono, conclude la lettera, é anche vero che a pagarne il
costo non debbono essere sempre i lavoratori, incolpevoli
dell'attuale crisi aziendale». Sulla vicenda della Formia
Servizi interviene anche Giuseppe Sapia, coordinatore per
il sudpontino, del partito comunista dei lavoratori, il
quale, dopo aver ripercorso fatti e misfatti (in termini
economici) della società, propone lo scioglimento
dell'attuale consiglio di amministrazione, che il Comune
ricompra le quote private ed il sindaco gestisca gli affari
ordinari, spostando eventuali esuberi di personale verso
l'Ama.
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14/06/2008