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La proposta fatta per salvaguardare l'intero assetto occupazionale

Formia servizi, lavoratori pronti a rinunciare a parte dello stipendio

Sergio Monforte
FORMIA «Siamo lavoratrici e lavoratori della Formia Servizi, che da anni svolgono il proprio lavoro in assoluta onestà e con la massima abnegazione ed oggi rischiano il posto di lavoro a seguito di una paventata crisi strutturale aziendale».


Inizia così la lettera con la quale, i dipendenti della società che gestisce i parcheggi cittadini, si rivolgono agli amministratori comunali ed a quelli della Formia Servizi, affinché, nella vertenza in atto e nelle decisioni che andranno ad assumere tengano conto dei bisogni reali di decine e decine di famiglie che, da un momento all'altro, rischiano di trovarsi in mezzo alla strada. «Siamo infatti consapevoli, dicono i dipendenti, che la vertenza di questa crisi sarà lunga e sofferta, potendo contare unicamente sulla forza che deriva dall'unità dei lavoratori. Per questo, lotteremo con dignità, senza voler minimamente essere pietisti e patetici, ma cercando di restare il più possibile uniti, per salvaguardare l'intero assetto occupazionale e, tanto per dimostrare il nostro senso di responsabilità, siamo anche disposti a rinunciare a parte dello stipendio». Uguale senso di responsabilità, i lavoratori chiedono, però, agli amministratori, sia della Formia Servizi, che del Comune di Formia. «Finora, dicono, abbiamo solamente assistito ad un pilatesco rimpallo delle responsabilità pregresse che nulla apporta alla definizione della vertenza. Se è vero che responsabilità pregresse vi sono, conclude la lettera, é anche vero che a pagarne il costo non debbono essere sempre i lavoratori, incolpevoli dell'attuale crisi aziendale». Sulla vicenda della Formia Servizi interviene anche Giuseppe Sapia, coordinatore per il sudpontino, del partito comunista dei lavoratori, il quale, dopo aver ripercorso fatti e misfatti (in termini economici) della società, propone lo scioglimento dell'attuale consiglio di amministrazione, che il Comune ricompra le quote private ed il sindaco gestisca gli affari ordinari, spostando eventuali esuberi di personale verso l'Ama.

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14/06/2008










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