Centinaia di posti di lavoro
sono in bilico, e vie d'uscite non sembrano esserci
all'orizzonte. Stupisce per certi versi, il silenzio quasi
assordante della classe dirigente. Tra le poche voci che si
levano, quella del presidente Armando Cusani. Apprezzabile
la battaglia per la difesa del marchio Pettinicchio.
L'azione giudiziaria annunciata dal presidente della
Provincia nei confronti della Granarolo, rappresenta un
intervento doveroso. L'ente di via Costa sembra aver
compreso il fatto che la posta in gioco è davvero alta. La
mossa di Cusani appare mirata sia a salvaguardare la
territorialità del marchio Pettinicchio (e l'occupazione),
sia ad evitare di incorrere in una pubblicità ingannevole
per i consumatori. Generalmente, l'intervento degli enti
pubblici sulle questioni economiche non è mai da prendere a
modello. Il mercato ha le sue leggi, e lo Stato farebbe
bene a non interferire nelle sue dinamiche. Ma utilizzare
il marchio Pettinicchio con la dizione Agro Pontino, e
spostare contemporaneamente la produzione al di fuori del
nostro territorio, francamente non è accettabile. Un
segnale di vita andava in qualche modo lanciato, e Cusani
non si è fatto scappare l'occasione.
Vai alla homepage
14/06/2008