Un blitz della polizia nella
provincia di Latina, Napoli e Roma aveva portato, alla fine
di aprile scorso, all'arresto di 13 persone, qualcuna delle
quali è stata poi scarcerata. In tutto 25 gli indagati a
vario titolo. Adesso si attende quali decisioni riterrà di
dover prendere il magistrato titolare del caso. E'
verosimile che possa chiedere il rinvio a giudizio per
tutte e 25 le persone, riguardo alle quali ha riscontrato
delle ipotesi di reato.
Le indagini preliminari,
iniziate nel corso del 2006 dopo un'escalation di roghi
notturni che avevano creato un elevato allarme sociale in
città (erano stati accompagnati da danneggiamenti,
collocazione di ordigni esplosivi e esplosione di armi da
fuoco) sono praticamente finite. La relativa comunicazione
è stata notificata a tutti i diretti interessati. Si tratta
di 25 persone, per tutte le quali il sp De Pasquale aveva
ritenuto ci fossero motivi di colpevolezza, tanto da
richiedere in blocco l'emissione di ordinanze di custodia
cautelare.
Il gip Tiziana Coccoluto aveva ritenuto di
dover «scremare» l'elenco, per cui, alla fine, agli arresti
erano finiti in 13. Lunga la serie di accuse: associazione
a delinquere finalizzata alla commissione di truffe,
estorsioni, illecita concorrenza con violenza e minacce,
tentato omicidio, favoreggiamento reale, ricettazione,
furto aggravato, spaccio di sostanze stupefacenti
(cocaina), lesioni aggravate, danneggiamento seguito da
incendio, possesso illegale di ordigno incendiario o
esplosivo. Ingenti i profitti illeciti del gruppo.
In
pratica era emerso che, dietro i tanti attentati incendiari
(in 6 anni, a partire dal 2002, erano stati in tutto 122,
concentrati soprattutto tra il 2005 ed il 20079), c'era una
sotterranea guerra tra pompe funebri e tra agenzie di
pulizia. Risultavano diversi gli attentati pianificati
dalla stessa mano. Diciannove casi erano attribuibili ad
una sicura matrice estorsiva, mentre 10 situazioni erano
legate ad errore o servivano a sviare ogni sospetto. Dopo
il blitz, alcune persone ristrette in carcere s'erano viste
trasformare il provvedimento nella misura degli arresti
domiciliari.
Nel caso del fondano Gennaro Carlo
Marsella (dif. Alessandra Muccitelli) era intervenuta, a
sorpresa, la scarcerazione.
Ora il pm De Pasquale
potrebbe chiedere il rinvio a giudizio per i 25 indagati,
per i quali,in questo caso, si aprirebbero le porte del
processo.
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10/06/2008