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Operazione Anxur, chiuse le indagini

Ercole Bersani
TERRACINA Si sono ufficialmente chiuse le indagini della Procura della Repubblica, riguardanti il caso Anxur. A comunicarlo agli indagati è stato il sostituto procuratore Raffaella De Pasquale, che aveva aperto un'inchiesta sul fenomeno delle auto bruciate in città.

Un blitz della polizia nella provincia di Latina, Napoli e Roma aveva portato, alla fine di aprile scorso, all'arresto di 13 persone, qualcuna delle quali è stata poi scarcerata. In tutto 25 gli indagati a vario titolo. Adesso si attende quali decisioni riterrà di dover prendere il magistrato titolare del caso. E' verosimile che possa chiedere il rinvio a giudizio per tutte e 25 le persone, riguardo alle quali ha riscontrato delle ipotesi di reato.
Le indagini preliminari, iniziate nel corso del 2006 dopo un'escalation di roghi notturni che avevano creato un elevato allarme sociale in città (erano stati accompagnati da danneggiamenti, collocazione di ordigni esplosivi e esplosione di armi da fuoco) sono praticamente finite. La relativa comunicazione è stata notificata a tutti i diretti interessati. Si tratta di 25 persone, per tutte le quali il sp De Pasquale aveva ritenuto ci fossero motivi di colpevolezza, tanto da richiedere in blocco l'emissione di ordinanze di custodia cautelare.
Il gip Tiziana Coccoluto aveva ritenuto di dover «scremare» l'elenco, per cui, alla fine, agli arresti erano finiti in 13. Lunga la serie di accuse: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe, estorsioni, illecita concorrenza con violenza e minacce, tentato omicidio, favoreggiamento reale, ricettazione, furto aggravato, spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina), lesioni aggravate, danneggiamento seguito da incendio, possesso illegale di ordigno incendiario o esplosivo. Ingenti i profitti illeciti del gruppo.
In pratica era emerso che, dietro i tanti attentati incendiari (in 6 anni, a partire dal 2002, erano stati in tutto 122, concentrati soprattutto tra il 2005 ed il 20079), c'era una sotterranea guerra tra pompe funebri e tra agenzie di pulizia. Risultavano diversi gli attentati pianificati dalla stessa mano. Diciannove casi erano attribuibili ad una sicura matrice estorsiva, mentre 10 situazioni erano legate ad errore o servivano a sviare ogni sospetto. Dopo il blitz, alcune persone ristrette in carcere s'erano viste trasformare il provvedimento nella misura degli arresti domiciliari.
Nel caso del fondano Gennaro Carlo Marsella (dif. Alessandra Muccitelli) era intervenuta, a sorpresa, la scarcerazione.
Ora il pm De Pasquale potrebbe chiedere il rinvio a giudizio per i 25 indagati, per i quali,in questo caso, si aprirebbero le porte del processo.

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10/06/2008










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