Ma l'assassino è riuscito
a far perdere le sue tracce e gli inquirenti non escludono
che possa aver lasciato l'Italia. A lui gli uomini del
Nucleo Investigativo dei Carabinieri, coordinati dal
capitano Spadari, sono risaliti interrogando per tutta la
notte quanti hanno assistito, seppure non prendendovi parte
attiva, al delitto. Singh Manjt, che era a Sabaudia da
diversi anni ed era munito di un regolare permesso di
soggiorno e visto d'ingresso, è stato trovato a torso nudo
con i pantaloni e gli slip abbassati. Un particolare che fa
pensare ad un tentativo di sodomizzazione al quale la
vittima si sarebbe sottratto provocando la rabbiosa
reazione dell'assassino.
L'autopsia eseguita ieri
pomeriggio dal dottor Milano ha consentito di fissare nella
notte tra mercoledì e giovedì l'ora del delitto, vale a
dire almeno una decina d'ore prima che venisse scoperto il
cadavere. Un lasso di tempo che ha consentito all'omicida
di allontanarsi, probabilmente con l'aiuto di qualcuno, da
Bella Farnia, e salire, indisturbato su uno dei tanti
pullman del servizio di trasporto pubblico diretti a Roma.
Singh Manjt, che lavorava presso una azienda
florovivaistica di Bella Farnia da diverso tempo, viene
descritto come una persona tranquilla ed un lavoratore
coscienzioso. Ma da alcuni giorni i suoi datori di lavoro
si erano accorti che gli piaceva bere ed è probabile che
sia stato qualche bicchiere di troppo ad alimentare una
furiosa lite alcuni giorni prima del delitto.
Aggredito alle spalle, malfermo per l'alcol, Singh
Manjt è stato scaraventato dapprima contro il muro e poi a
terra. Nella caduta ha riportato quella frattura del
cranio, con lesione dell'encefalo, che gli è stata fatale.
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07/06/2008