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Alpinismo Il 32enne setino ieri si trovava a Ser per realizzare alcune riprese

Nardi fuori dall'inferno di Islamabad

Alessia Freda
PAKISTAN Ha lasciato Islamabad venerdì mattina, tre giorni prima dell'attentato terroristico che ieri ha scosso la capitale del Pakistan. Una esplosione nei pressi dell'ambasciata danese ha causato la morte di otto persone; altre dodici sono rimaste ferite.


L'alpinista setino Daniele Nardi si trova in Pakistan insieme al compagno di spedizione Mario Panzeri e ad un operatore per tentare l'assalto del Nanga Parbat, la nona montagna più alta della terra con i suoi 8125 metri.
«Stiamo tutti bene - fa sapere Nardi - e anche il morale è buono. Giovedì sera eravamo un po' impazienti quindi venerdì mattina, senza passare la solita giornata gironzolando per Islamabad, siamo partiti alla volta di Chillas. Ci siamo svegliati alle 4:00 e siamo partiti per avvicinarci al Nanga Parbat. Siamo passati davanti alla casa del presidente pakistano Pervez Musharraf. Qualcuno, tutto vestito di blu, ci ha detto: "Hey boys...be care! It's not possible to do a movie" ("ragazzi fate attenzione, non è possibile realizzare filmati", ndr). A distanza di cento metri, invece, un gruppo di ragazzi pakistani pieni di ghirlande di fiori ci hanno salutati e hanno ballato con noi, come nello spirito di Mountain Freedom».
Ieri Daniele e l'operatore Renato Chiocca si trovavano a Ser dove si erano fermati per realizzare alcune riprese.
Questa mattina inizieranno il trekking verso il campo base. Mario Panzeri li ha anticipati di un giorno ed è già lì.

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03/06/2008










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