«L'emergenza è sotto gli occhi di tutti. Clancasertani - ha
affermato l'on. Formisano - sono da tempo penetrati nel
basso Lazio, prima saccheggiando la Formia immobiliare, poi
accanendosi su zone come il cassinate. I molti arresti per
camorra e racket dal 2006 avrebbero dovuto mettere in
allarme il precedente Governo, che invece per due anni ha
snobbato il pericolo e sottovalutato le nostre denunce.
Ora, dal nuovo esecutivo ci aspettiamo da subito
un'attenzione maggiore al grave fenomeno». In un'altra nota
il segretario nazionale dell'Uilps Giovanni D'Alessandri,
il presidente dell'associazione antimafia Anzio Nettuno
Edoardo Levantini e l'esponente di associazione polizia e
democrazia Nicodemo De Franco, in una nota hanno ricordato
che la Regione Lazio si è costituita parte civile nel
processo Anni 90, contro il clan Mendico, D'Alessandri,
Levantini e De Franco, ribadiscono che la provincia di
Latina e il Comune di Minturno hanno perso una grande
occasione per costituirsi anch'essi parte civile. Pronta la
replica del sindaco di Minturno, Pino Sardelli. «Vorrei
ricordare agli esponenti delle associazioni - ha detto -
che il processo Anni 90 riguarda tentativi di estorsione,
ferimenti ed altro, che solo in una piccola percentuale si
sono svolti nel nostro territorio. La stragrande
maggioranza degli episodi ha riguardato altri centri, che,
guarda caso, i "paladini della lotta alla camorra", non
menzionano. Vorrei ricordare che l'Amministrazione che ho
l'onore di guidare, da sempre, è contro la criminalità
organizzata, ma il nostro territorio, purtroppo, è sede di
soggiornanti o pregiudicati di spessore, che scelgono di
venire qui, in quanto sono a due passi da casa
loro».
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30/05/2008