Ed è intorno a questa morte, in
conseguenza della quale è stata stralciata la posizione
processuale della giovane donna, che il sostituto
procuratore incaricato del caso, Giuseppe Miliano, avrebbe
iscritto nel registro delle notizie di reato il giovane che
avrebbe dato alla 23enne di Formia la droga che le sarebbe
stata letale.
Ieri però i due rispondevano di un
episodio che risale al novembre del 2006, fatti che gli
inquirenti hanno ritenuto fare parte dell'operazione
antidroga svolta nel luglio scorso. E seppure nel corso di
una delle precedenti udienze l'avvocato Alessia Vita,
difensore di Caiazza, abbia sottoposto al giudice unico di
Gaeta un'eccezione, in quanto l'imputato ha già
patteggiato, proprio nell'ambito del processo conseguente
all'operazione «Forcella formina», a due anni e mezzo di
reclusione, il magistrato ha ritenuto di dover rigettare la
stessa. Ieri un perito della difesa è stato sentito in
merito alla qualità della droga che i carabinieri hanno
trovato addosso ai due ragazzi quando il 19 novembre di due
anni fa sono stati fermato ad un posto di blocco per un
controllo. Il tecnico ha chiarito come si trattasse di tre
confezioni di eroina, pari a 1,10 grammi complessivi, pura
al 47,48 per cento e dalle quali erano ricavabili ventuno
dosi. Un quantitativo che, l'esperto ha chiarito su
richiesta del difensore, potevano bastare solo per due
giorni ad un assuntore medio. Al termine dell'escussione
del perito di parte il giudice ha rinviato la causa al
prossimo 10 dicembre. In quella occasione si dovrebbe dare
spazio alla requisitoria del pubblico ministero e
all'arringa della difesa, al termine delle quali il
magistrato dovrebbe pronunciare sentenza.
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29/05/2008